Varvaglione 1921 entra nel Comitato Leonardo: il vino pugliese sul palcoscenico del Made in Italy
Dalla Puglia ai grandi tavoli dell’imprenditoria italiana, con un calice di Primitivo a fare da ambasciatore. Varvaglione 1921 entra ufficialmente nel Comitato Leonardo, l’organismo nato nel 1993 per promuovere e tutelare l’immagine dell’eccellenza italiana nel mondo, riunendo alcune delle realtà più rappresentative del sistema produttivo nazionale. Fondato su iniziativa di Sergio Pininfarina e Gianni Agnelli, insieme a Confindustria e all’ICE, il Comitato Leonardo mette in rete imprese, personalità della cultura, della scienza e delle istituzioni accomunate dall’obiettivo di valorizzare il Made in Italy sui mercati internazionali. Con l’ingresso nel network, la famiglia Varvaglione si affianca a oltre 160 protagonisti dell’economia italiana, tra grandi gruppi industriali e marchi simbolo dell’eccellenza nazionale. Un sistema che esprime complessivamente più di 400 miliardi di euro di fatturato e una quota media di esportazioni superiore al 55%. Accanto alla promozione dell’immagine italiana all’estero, il Comitato sostiene la formazione e i giovani talenti attraverso borse di studio e i Premi Leonardo. «Non si tratta di una semplice adesione formale, ma di un riconoscimento che certifica il peso specifico raggiunto dalla nostra azienda nel panorama agroalimentare nazionale», commenta Cosimo Varvaglione. «L’accesso a questa rete è riservato a realtà di primaria rilevanza, capaci di distinguersi per qualità del prodotto, innovazione, presenza sui mercati esteri, sostenibilità economica ed etica d’impresa».

Un risultato che, sottolinea l’imprenditore, premia il lavoro della famiglia e dell’intero team aziendale, impegnati nella crescita della cantina nel rispetto della tradizione pugliese e con un’attenzione costante al futuro. Per Varvaglione 1921, l’ingresso nel Comitato Leonardo rappresenta anche un’occasione di confronto con alcuni dei principali attori dell’economia nazionale sulle grandi trasformazioni in corso: dalla transizione ecologica alla digitalizzazione, passando per la formazione e lo sviluppo di modelli d’impresa sostenibili. Una nuova tappa nel percorso della cantina tarantina, che punta così a consolidare il proprio posizionamento internazionale e a portare ancora più lontano il nome della Puglia del vino.




