Riserva del Nonno, il lusso discreto del tempo custodito
Tra le Cattedrali Sotterranee di Canelli e oltre dieci anni di affinamento sui lieviti, Bosca rilancia la sua etichetta più iconica con un racconto che unisce vino, storia e patrimonio culturale.
Ci sono vini che raccontano un territorio e altri che raccontano il tempo. La Riserva del Nonno di Bosca appartiene a entrambe le categorie. Simbolo della tradizione spumantistica di Canelli, questo Metodo Classico affinato per oltre dieci anni sui lieviti si presenta oggi con una veste rinnovata che ne esalta il carattere esclusivo e la profonda connessione con uno dei luoghi più affascinanti del patrimonio vitivinicolo italiano. Il restyling si inserisce nel percorso di valorizzazione intrapreso da Bosca in occasione del suo 190° anniversario e trova la sua espressione nel concept “Custodi del Tempo”, una definizione che racchiude l’essenza stessa della Riserva del Nonno. Perché nelle storiche cantine sotterranee di Canelli il tempo non è soltanto una misura, ma una risorsa preziosa da proteggere e trasformare.

Scendere nelle Cattedrali Sotterranee significa entrare in un mondo sospeso. Qui, tra gallerie scavate nel tufo e silenzi che accompagnano l’evoluzione delle bottiglie, prende forma uno dei patrimoni più straordinari del paesaggio vitivinicolo piemontese. In questi ambienti, riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, la Riserva del Nonno compie il suo lungo percorso di maturazione, sviluppando complessità aromatica, eleganza e profondità. La storia di questa etichetta affonda le radici nei primi anni del Novecento, quando nacque per celebrare un importante riconoscimento conferito alla famiglia Bosca. Da allora è diventata una delle espressioni più rappresentative della capacità di Canelli di interpretare l’arte delle bollicine attraverso il Metodo Classico. Ancora oggi la produzione segue ritmi lontani dalle logiche industriali. Ogni fase viene affrontata con attenzione quasi artigianale, mantenendo procedure che richiedono esperienza, pazienza e sensibilità. Il risultato è una cuvée rara, prodotta in quantità limitate e destinata principalmente all’alta ristorazione e all’ospitalità di eccellenza. Tra gli elementi più suggestivi del nuovo racconto visivo emerge la chiave delle cantine Bosca, scelta come simbolo identitario della Riserva del Nonno. Un dettaglio che richiama l’idea di accesso privilegiato a un luogo dove generazioni di vignaioli e cantinieri hanno custodito un sapere tramandato nel tempo. Per l’enoturista contemporaneo, sempre più alla ricerca di esperienze autentiche e storie da vivere oltre il calice, la Riserva del Nonno rappresenta molto più di uno spumante. È un viaggio nella memoria di un territorio che ha fatto del tempo il proprio alleato più prezioso e che continua a trasformarlo, bottiglia dopo bottiglia, in emozione da condividere.





