Hotel d’Inghilterra, il Grand Tour continua nel calice
Con “Vini Aristocratici”, lo storico indirizzo romano presenta una carta curata da Daniele Cernilli con oltre 90 etichette. Un itinerario tra casate nobiliari, tenute storiche e grandi territori italiani, pensato per dialogare con la cucina del Cafè Romano.
A Roma la storia dell’ospitalità incontra quella delle grandi famiglie del vino. Accade all’Hotel d’Inghilterra Roma, Starhotels Collezione, che presenta “Vini Aristocratici”, una nuova carta nata per raccontare l’identità dell’albergo attraverso alcune delle espressioni più rappresentative dell’enologia italiana.
Il progetto porta la firma di Daniele Cernilli, giornalista e critico enologico, cofondatore del Gambero Rosso, direttore responsabile di DoctorWine e direttore curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia. La selezione riunisce oltre 90 referenze, scelte seguendo un filo narrativo preciso. Al centro ci sono famiglie, dimore, vigneti e produttori che hanno costruito nel tempo una cultura del vino legata al territorio e alla continuità tra le generazioni.



Non si tratta, dunque, di una carta fondata esclusivamente sulla notorietà delle etichette. “Vini Aristocratici” interpreta il vino come racconto italiano, fatto di genealogie, visioni imprenditoriali, patrimoni agricoli e savoir faire. Ogni bottiglia diventa una pagina di un viaggio che parte dal Nord e arriva alle isole, attraversando denominazioni, vitigni e paesaggi differenti.
L’ispirazione nasce dalla stessa storia dell’Hotel d’Inghilterra. A pochi passi da Piazza di Spagna e Via Condotti, l’albergo fu uno degli indirizzi prediletti dai viaggiatori europei che raggiungevano Roma durante il Grand Tour. Artisti, scrittori, intellettuali ed esponenti dell’aristocrazia trovavano nelle sue sale un luogo di incontro riservato, elegante e cosmopolita.
«Crediamo che l’identità di un hotel debba emergere in ogni dettaglio dell’esperienza, anche nella carta dei vini. Con Vini Aristocratici siamo partiti dalla storia dell’Hotel d’Inghilterra, trasformandola in un racconto da vivere anche a tavola: grandi famiglie, cultura, territorio ed eccellenza italiana», afferma Elisabetta Fabri, presidente e amministratore delegato di Starhotels. «Daniele Cernilli ha tradotto questa visione in una selezione capace di raccontare il carattere unico dell’hotel».
La nuova carta è stata presentata il 24 settembre sulla Terrazza Romana, lo spazio affacciato sulle cupole e sui palazzi del centro storico. A guidare la degustazione è stato lo stesso Cernilli, forte di oltre quarant’anni di esperienza nella critica enologica e di una conoscenza capillare delle principali realtà produttive nazionali.
«L’Hotel d’Inghilterra è uno degli alberghi storici di Roma, da sempre luogo d’incontro di viaggiatori internazionali ed esponenti dell’aristocrazia», spiega Cernilli. «La carta che ho curato nasce da questo legame e va oltre la selezione enologica. È un progetto di racconto che riunisce alcune delle migliori etichette prodotte dalle famiglie nobili italiane. Un percorso originale attraverso storie familiari, territori e cultura enologica del nostro Paese».
Tra i nomi presenti figurano Antinori, Frescobaldi, San Leonardo, Incisa della Rocchetta, Col d’Orcia, Tasca d’Almerita, Planeta, Cataldi Madonna, Tenuta di Fiorano e Pallavicini. La carta comprende vini al calice, spumanti italiani, Metodo Classico, bianchi, rosati, rossi e vini dolci. La suddivisione accompagna l’ospite nella scelta, mantenendo al centro la personalità di ogni cantina e il rapporto tra l’etichetta e il luogo d’origine.
La proposta trova una dimensione ancora più esclusiva nella sezione “Libreria”, concepita come una raccolta privata di bottiglie da custodire, aprire e riscoprire. Il nome richiama i volumi di una biblioteca e il loro valore culturale. Qui trovano spazio annate e referenze emblematiche come il Sassicaia 2023 dei Marchesi Incisa della Rocchetta, Solaia e Tignanello 2022 dei Marchesi Antinori e il San Leonardo 2020 dei Marchesi Guerrieri Gonzaga.
Il progetto nasce da un lavoro condiviso con la squadra dell’albergo, guidata dal general manager Massimo Colli. La F&B manager Stefania Dolciotti cura l’inserimento della carta nell’esperienza gastronomica e nel servizio, dalla scelta al calice fino agli abbinamenti destinati alla tavola e all’aperitivo. L’obiettivo è rendere il vino parte integrante dell’accoglienza, con un linguaggio comprensibile anche per chi desidera lasciarsi guidare.
Al Ristorante Cafè Romano, le etichette accompagnano la cucina dell’executive chef Andrea Sangiuliano. La tradizione romana viene riletta con gusto contemporaneo attraverso materie prime italiane, ricette riconoscibili e presentazioni eleganti. Gli abbinamenti creano un dialogo tra piatto e calice, senza irrigidire l’esperienza in formule eccessivamente accademiche.
La carta è aperta agli ospiti dell’hotel e al pubblico romano. Si presta a una cena, a un pranzo nel cuore della città o a un aperitivo costruito intorno a una bottiglia significativa. Il vino diventa così un invito a entrare nell’Hotel d’Inghilterra anche senza soggiornarvi, trasformando il Cafè Romano in un indirizzo dedicato agli appassionati e ai viaggiatori del gusto.
La cornice conserva il fascino di una dimora storica, rinnovata senza cancellarne la memoria. L’hotel ha riaperto nel settembre 2024 dopo un’importante ristrutturazione eseguita con il contributo di maestri artigiani italiani. Camere e suite presentano caratteri distinti, arredi eleganti e dettagli che richiamano l’atmosfera delle residenze romane.
Nel corso dei secoli l’albergo ha accolto personalità come Oscar Wilde, Mark Twain, Ernest Hemingway, Hans Christian Andersen, Henry James, Elizabeth Taylor, Gregory Peck e Audrey Hepburn. Una storia di arte, letteratura e cinema che oggi prosegue attraverso ambienti ridisegnati e nuove esperienze.
Accanto al Cafè Romano si trovano il Cafè Romano Lounge Bar, l’intimo English Bar e la Terrazza Romana, cocktail bar panoramico dedicato alle serate sopra i tetti della Capitale. L’offerta comprende anche la SPA Suite, spazio riservato al benessere, ai trattamenti personalizzati e al fitness.
“Vini Aristocratici” entra in questo universo come un elemento coerente con l’anima dell’albergo. Il lusso emerge dalla cura della selezione, dalla competenza del servizio e dalla capacità di trasformare una degustazione in un’esperienza culturale. Il Grand Tour cambia forma e continua a tavola, tra Roma e i vigneti italiani.
L’iniziativa conferma inoltre l’impegno di Starhotels nella valorizzazione del patrimonio nazionale. Il gruppo, prima realtà alberghiera privata italiana, riunisce 34 strutture e oltre 4.500 camere e residenze di lusso in Italia, Londra, Parigi e New York. La collezione comprende dimore storiche e boutique hotel legati all’identità delle destinazioni, mentre il progetto “La Grande Bellezza, The Dream Factory”, fondato nel 2019, sostiene e promuove l’alto artigianato italiano.




