Mack & Schühle Italia : sostenibilità, tecnologia e nuove frontiere

Il vino italiano che guarda oltre l’orizzonte

Ci sono momenti in cui un’azienda decide semplicemente di crescere. Spesso un’idea luminosa viene ostacolata da chi ci sta vicino, compagni di vita, parenti e amici, che diventano possibili antagonisti consiglieri della “non azione”, per paura, mancanza di coraggio o semplicemente limiti personali. Non è il caso di Fedele Angelillo, amministratore unico di Mack & Schühle Italia, supportato dagli affetti più cari ad ogni passo e ancor prima del 2008, anno della fondazione aziendale. Anche quando crescere significa cambiare città, spostarsi momentaneamente al Nord e cambiare prospettiva e vita: tanti sacrifici iniziali e successi condivisi, poi. È il risultato di una formula vincente dove gli elementi fondamentali restano in perfetto equilibrio armonico: passione, dedizione al lavoro e giusta lungimiranza.

Stessi elementi che  Fedele Angelillo mette in pratica non solo per leggere il vino attraverso il liquido di una bottiglia, ma attraverso tutto ciò che precede e segue: la vigna, la tecnologia, l’ambiente, il consumatore, il network sul territorio, i nuovi stili di vita, il cambiamento climatico e i mercati del futuro. “Per noi internazionalizzare il vino italiano significa  rendere riconoscibile ogni territorio, ogni vitigno, ogni storia. Stiamo investendo negli stabilimenti e in  tecnologie innovative perché crediamo che tradizione e innovazione non siano strade opposte.”, spiega Angelillo. Il centro di questa trasformazione ha un indirizzo preciso: Laterza, nel cuore della Puglia. Qui prende forma un piano di investimenti da 16 milioni di euro, destinato a potenziare e trasformare lo stabilimento nel segmento NO -LO.

Il progetto prevede, l’ampliamento della struttura, il rinnovamento della linea di imbottigliamento, l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale per l’autodiagnosi e la manutenzione predittiva. Ma la vera novità sta nella direzione presa dalla produzione: spumantizzazione e dealcolazione diventano due nuovi capitoli della storia industriale dello stabilimento.L’altro stabilimento a Prata di Pordenone in Friuli Venezia Giulia è la patria del prosecco, del Pinot Grigio, Blush Doc, Chardonnay 

LA FABBRICA DEL FUTURO

La tecnologia, qui, non arriva per cancellare la tradizione, ma per allargarne i confini. Il nuovo impianto di dealcolazione consente di intervenire sul vino attraverso un processo di filtrazione osmotica a bassa temperatura, con l’obiettivo di preservarne il più possibile profumi, struttura e identità sensoriale. L’impianto si inserisce nel progetto di sviluppo del sito di Laterza e nel percorso verso il segmento No& Low Alcohol. La capacità prevista raggiunge circa 7,5 milioni di bottiglie da 75 cl all’anno. Una cifra che racconta bene la dimensione industriale della scommessa: il vino dealcolato non è più una nicchia sperimentale, ma una categoria sulla quale Mack & Schühle Italia intende costruire una parte del proprio futuro. E qui sta una distinzione importante. Un vino low alcohol come Grapur, nasce da un approccio enologico differente: non si parte da un vino finito al quale viene sottratto l’alcol, ma si lavora a monte, attraverso scelta delle uve, vendemmia anticipata e controllo della fermentazione. Due strade diverse per intercettare una trasformazione comune: quella di un consumatore che cerca nuove modalità di bere, maggiore moderazione e prodotti capaci di inserirsi in occasioni di consumo differenti.

GRAPUR, DA PROGETTO A IMPEGNO

Grapur è forse la sintesi immediata di un nuovo modello virtuoso, sviluppato con sensibilità e impegno. Vini biologici e vegani, con una gradazione contenuta, nei quali la leggerezza non viene intesa come rinuncia, ma come nuova forma di equilibrio. Anche il packaging diventa parte integrante del progetto: bottiglia alleggerita, dal peso di soli 300 grammi realizzata da Verallia, chiusura ottenuta con plastica recuperata nelle aree costiere grazie a Vinventions, etichette realizzate da UPM Raflatac e Luxoro utilizzando materiali derivati da plastica recuperata nelle regioni costiere e imballaggi in carta riciclata forniti da Ondulkart. Le etichette poi, hanno trionfato ai Red Dot Award 2025 con il riconoscimento Best of the Best e il premio “Product Design” nella categoria Beverage-Sustainable Design, grazie all’impegno ai partner specializzati nel design sostenibile. Colori tenui, con illustrazioni di paesaggi, ripresi anche sulla fascetta che avvolge il collo della bottiglia, contribuiscono a fissare a memoria l’impegno reale dell’azienda e a rendere immediatamente riconoscibile il progetto e il suo legame con la sostenibilità.  Tutela dell’ambiente, non solo a parole e proprio qui si misura la differenza nella capacità di trasformare un principio in una successione di scelte concrete.

È un impegno che vale più di molte dichiarazioni, prendersi cura dei propri luoghi e del proprio territorio, con  un gesto tangibile e concreto. Così domenica 20 settembre a Polignano a Mare, Mack & Schühle Italia ha rinnovato la collaborazione con Plastic Free Odv Onlus in occasione del World Cleanup Day, invitando volontari, istituzioni e cittadini a occuparsi concretamente della pulizia della spiaggia di Lama Monachile. Anche quest’anno la mission di promozione e sensibilizzazione verso  comportamenti sempre più responsabili per la salvaguardia dei territori ha trovato una concreta risposta con una numerosa partecipazione.

GENEVITIS, L’ITALIA IN BOTTIGLIA

Mentre lo sguardo spazia all’orizzonte e al futuro del consumo con Grapur, Genevitis è ritorno alla terra e alle radici. Il progetto mette in relazione realtà produttive e cooperative di sei regioni italiane: Abruzzo, Campania, Lazio, Piemonte, Puglia e Sardegna, coinvolgendo oltre 5.000 agricoltori e più di 30.000 ettari di vigneto. Nel 2026 il progetto è ancora in espansione e mira ad abbracciare altre identità regionali.  Genevitis, in nomem richiama: GEN, la genesi il ciclo della vite e VITIS, la vite.  È una sorta di grande mosaico enologico nel quale le tessere non devono necessariamente diventare uguali per comporre un disegno comune. La sfida è l’opposto: valorizzare la diversità e preservare il valore delle filiere vitivinicole locali. Con un unico obiettivo: garantire una sostenibilità sociale che premi vitigni autoctoni, territori che raccontano singole storie agricole e competenze differenti, che contribuiscono insieme a creare un unico racconto internazionale. Un’Italia capace di far apprezzare le singolarità e la qualità del proprio patrimonio territoriale, al mondo.

IL MONDO, UNA MAPPA ANCORA DA DISEGNARE

C’è poi il mappamondo. È forse la metafora più semplice per raccontare la strategia internazionale di Mack & Schühle Italia: nuove bandierine da aggiungere, nuovi mercati da esplorare, nuovi consumatori da incontrare. Nel 2025 l’87% dei ricavi dell’azienda risultava provenire dai mercati internazionali. Una percentuale che rende evidente quanto l’estero sia già parte strutturale del business. Il progetto, tuttavia, non sembra fermarsi qui. La presenza negli Stati Uniti e la struttura britannica dedicata all’importazione e distribuzione rappresentano due snodi di una strategia che punta a rafforzare il rapporto diretto con i mercati internazionali. La vera sfida sarà far conoscere al mondo non una generica idea di vino italiano, ma la complessità di ogni singolarità che compone l’insieme: il territorio accanto alla tecnologia, l’identità insieme alla capacità industriale, il rispetto della tradizione e il percorso d’innovazione. Il segreto? La capacità di interpretare il cambiamento, restando fedeli alla tradizione nel generare valore, mentre si imparano lingue diverse e universali, oltre confine.

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