Masciarelli dai cru d’Abruzzo alla Festa del Cinema di Roma

Wine partner di Foodopolis, la cantina guidata da Marina Cvetic porta al pubblico del cinema i vini Iskra. Una storia di famiglia che oggi conta 22 etichette, una distribuzione in 60 Paesi e progetti che uniscono viticoltura, ospitalità e arte contemporanea.

Masciarelli alla Festa del Cinema di Roma

Una Malvasia Istriana legata ai ricordi d’infanzia di Marina Cvetic e un Montepulciano nato da una singola vigna sulle colline teramane. Masciarelli ha portato anche queste due interpretazioni dell’Abruzzo alla Festa del Cinema di Roma, come wine partner dell’Area Foodopolis. Durante la manifestazione, le etichette Iskra hanno accompagnato la proposta enogastronomica dello spazio, dove una cena prima della proiezione diventava l’occasione per conoscere la cantina attraverso il calice.

Il contesto era la ventunesima edizione della Festa, dal 13 al 25 ottobre 2026, con l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone al centro del programma. Qui Foodopolis Puglia, il progetto di Anna Roberto e Nicola Serlenga di Noao Food, ha dedicato oltre mille metri quadrati alla ristorazione e alla convivialità. Tra street food e cucina d’autore, con il menu firmato dagli chef Daniel Garofoli e Davide Torchetti, l’area ha affiancato agli appuntamenti cinematografici una proposta gastronomica radicata nella tradizione pugliese. In questo scenario, i vini abruzzesi Masciarelli hanno incontrato una cucina di un’altra regione e un pubblico arrivato per il cinema.

La visione di Gianni e la crescita internazionale

È una presenza coerente con il percorso di un’azienda che, accanto alla produzione, ha sviluppato un wine resort e collaborazioni con artisti e designer. Il centro resta San Martino sulla Marrucina, piccolo comune collinare a sud di Chieti, sede della cantina principale. Da qui parte una produzione che, secondo i dati aziendali, supera i due milioni di bottiglie annue e raggiunge 60 Paesi. L’export genera circa il 55% del giro d’affari. Numeri costruiti intorno a una scelta precisa: lavorare in territori diversi dell’Abruzzo per esprimerne le differenze nei vini.

La prima vendemmia risale al 1981. Gianni Masciarelli parte da due ettari e mezzo di vigneti e da una produzione di 700 bottiglie di Montepulciano d’Abruzzo e 1.300 di Trebbiano. È poco più che ventenne, ma ha già maturato in Francia esperienze che decide di applicare nella sua regione. Introduce l’allevamento a Guyot e impiega le barrique di rovere francese per il Montepulciano e il Trebbiano, intervenendo sulle rese e sul lavoro di cantina per ottenere vini capaci di evolvere nel tempo.

L’obiettivo è dare ai vitigni abruzzesi una riconoscibilità che superi il consumo locale. Un passaggio decisivo arriva nel 2000, quando il Villa Gemma Montepulciano d’Abruzzo dell’annata 1995 viene proclamato miglior vino d’Italia dalla guida del Gambero Rosso. Quel risultato premia una ricerca iniziata quasi vent’anni prima e contribuisce ad affermare il Montepulciano come vino da conservare e collezionare. Accanto alle etichette di vertice resta però un principio che l’azienda attribuisce al fondatore: «una grande azienda si riconosce dal suo vino quotidiano».

Marina Cvetic e la nuova generazione

Dal 2008, dopo la scomparsa di Gianni, Marina Cvetic assume la guida dell’impresa. Il suo ruolo era iniziato ben prima: direttrice commerciale dal 1989, aveva già contribuito allo sviluppo dei mercati esteri. Oggi amministratrice unica, prosegue il lavoro con le figlie Miriam Lee e Chiara Ludovica. Miriam Lee segue anche la vinificazione e l’affinamento del Villa Gemma, assumendo una responsabilità diretta sul vino più rappresentativo della casa. La presenza femminile riguarda l’intera organizzazione: le donne costituiscono il 54% degli oltre 80 dipendenti, secondo i dati della cartella aziendale.

Nel 2026 Marina Cvetic ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro, mentre Miriam Lee è comparsa sulla copertina di Wine Spectator dedicata alla nuova generazione del vino italiano. Masciarelli fa inoltre parte della Fondazione Altagamma, che riunisce imprese italiane attive anche nella moda, nel design e nell’ospitalità. L’appartenenza a questa rete dà una dimensione istituzionale a rapporti con altri settori che la cantina coltiva da anni attraverso i propri progetti.

Quattro province e una geografia di vigneti

La geografia aziendale comprende circa 60 appezzamenti distribuiti nelle quattro province abruzzesi. Sulle colline di San Martino sulla Marrucina, intorno ai 450 metri, la vicinanza della Maiella e dell’Adriatico contribuisce alla ventilazione e alle escursioni termiche. Nel Pescarese, i vigneti di Remartello, Passo Cordone e Cocciapazza, vicino a Loreto Aprutino, occupano terreni prevalentemente argillosi, influenzati dalle correnti che scendono dal Gran Sasso. A Controguerra, nel Teramano, nasce il Montepulciano Iskra. A Ofena, in provincia dell’Aquila, il Merlot Marina Cvetic cresce a circa 550 metri, in un ambiente pedemontano segnato dalle differenze di temperatura fra giorno e notte.

Questo patrimonio consente di lavorare su varietà autoctone e internazionali senza attribuire all’Abruzzo un gusto uniforme. Montepulciano e Trebbiano restano centrali, affiancati da Pecorino e Cococciola. Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah aggiungono altre possibilità espressive. Le 22 etichette si articolano in sette linee, con destinazioni e stili differenti, dal vino quotidiano alle riserve, fino alle produzioni in tiratura limitata.

Dalla Linea Classica ai cru di Villa Gemma

La Linea Classica conserva il legame con gli inizi ed è la produzione numericamente più importante. Comprende Montepulciano d’Abruzzo DOC, Trebbiano d’Abruzzo DOC e Rosato Colline Teatine IGT, oggi tutti con tappo a vite. Il Montepulciano affina in acciaio, con una lettura centrata sul frutto. Il Trebbiano segue la stessa scelta di vinificazione e maturazione, mentre il rosato nasce da uve Montepulciano. La linea Gianni Masciarelli, voluta da Marina come omaggio al marito e pensata per la ristorazione, proviene invece dall’area di Loreto Aprutino. Al Montepulciano e al Trebbiano affianca il Cerasuolo d’Abruzzo, adatto ad accompagnare piatti di carne, fritture di pesce e verdure. Nella zona si trova anche la seconda cantina, che permette di lavorare le uve vicino ai vigneti.

Villa Gemma concentra la ricerca aziendale sul Montepulciano. La Riserva nasce dal cru di Cave, cinque ettari a San Martino sulla Marrucina, con filari a Guyot e un’alta densità d’impianto. La raccolta avviene a mano, in cassette, a partire dalla seconda metà di ottobre. Dopo la fermentazione in acciaio, il vino matura in barrique di rovere francese. Concentrazione, struttura e potenziale di evoluzione ne definiscono lo stile, accanto a una vocazione gastronomica che comprende agnello al forno, cinghiale arrosto e formaggi stagionati.

La stessa linea offre due letture differenti del territorio. Il Villa Gemma Abruzzo Bianco DOC riunisce Trebbiano, Pecorino e Cococciola, con affinamento in acciaio e successivo riposo in bottiglia. Il Cerasuolo d’Abruzzo DOC Superiore valorizza invece il Montepulciano attraverso il colore ciliegia e un profilo fruttato e sapido. Nelle indicazioni della cantina trova posto con pizza, fritti e tempura: abbinamenti che raccontano la versatilità di una tipologia talvolta confinata all’aperitivo.

I 35 anni della linea Marina Cvetic

Nel 2026 compie 35 anni la linea Marina Cvetic, nata nel 1991 dal rapporto personale e professionale fra Gianni e Marina. Sei vini, tutti monovarietali, esplorano il territorio attraverso Montepulciano, Trebbiano, Chardonnay, Merlot, Syrah e Cabernet Sauvignon. Il Trebbiano d’Abruzzo Riserva, da vigneti di Bucchianico, approfondisce il rapporto fra un’uva della tradizione e l’affinamento in barrique. Il Cabernet Sauvignon proviene da Colle Rosina, di fronte alla cantina principale, e conta circa tremila bottiglie. Il Merlot di Ofena interpreta la viticoltura d’altura, mentre il Syrah nasce da una singola vigna di Loreto Aprutino. È un insieme che documenta la sperimentazione sulle varietà, sulle esposizioni e sui suoli.

Castello di Semivicoli e La Botte di Gianni

Alla linea Castello di Semivicoli appartengono il Rosso Terre di Chieti IGT, da Merlot, Cabernet Sauvignon e Montepulciano, il Trebbiano d’Abruzzo DOC Superiore e l’Abruzzo Pecorino DOC. Per il Trebbiano, da una vigna di oltre quarant’anni, la scelta è la fermentazione e l’affinamento in acciaio, seguiti da almeno due anni in bottiglia. Il Pecorino, con il suo profilo sapido e i richiami alle erbe aromatiche descritti dalla cantina, accompagna ostriche, pasta allo scoglio e fritture.

La Botte di Gianni nasce invece da un ritrovamento. Marina scopre in cantina due tonneau di rovere francese da 700 litri, acquistati dal marito e mai utilizzati. Con la vendemmia 2010 decide di destinarli alla vinificazione e all’affinamento di un bianco e di un rosso per 30 mesi. Prendono forma il Trebbiano d’Abruzzo DOC Riserva e il Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva La Botte di Gianni, circa 900 bottiglie per tipologia, imbottigliate a cascata libera e tappate manualmente.

Il progetto Valori e la viticoltura sostenibile

L’acquisizione nel 2023 di Chiamami Quando Piove, l’azienda fondata da Luigi Valori, ha aggiunto un altro progetto. I suoi 26 ettari nei comuni di Controguerra e Sant’Omero, fra 160 e 300 metri di altitudine, sono dedicati a una viticoltura biologica e a vinificazioni a basso intervento. La gamma comprende sei etichette, fra cui l’Oktava Dies Pecorino, lavorato ad acino intero in anfora con macerazione sulle bucce. Dalla vendemmia 2024, per il Cerasuolo e il Pecorino l’azienda ha scelto di rinunciare alla filtrazione.

Sul fronte agronomico, Masciarelli lavora con Giovanni Bigot, agronomo e titolare di Perleuve, a pratiche di agricoltura rigenerativa. L’inserimento di specie floreali e la protezione dei corridoi ecologici si accompagnano a interventi sulla fertilità del suolo e sull’impiego dell’acqua. L’azienda indica fra le proprie priorità l’irrigazione di precisione, la riduzione degli sprechi e l’ottimizzazione dei fertilizzanti, e pubblica una Dichiarazione Ambientale per rendicontare l’uso delle risorse e la gestione dei rifiuti. Sono scelte che riguardano la conduzione dei vigneti e dei processi produttivi, con obiettivi dichiarati di tutela della biodiversità e adattamento al cambiamento climatico.

L’ospitalità fra il Castello e La Cascina di Chiara

Per chi viaggia, il punto di accesso a questa storia è il Castello di Semivicoli, nel comune di Casacanditella, fra le colline teatine, la Maiella e l’Adriatico. Gianni e Marina acquistano la dimora baronale seicentesca nel 2004. Il restauro conservativo, concluso nel 2009, ne mantiene materiali, colori e forme originarie, trasformandola in un wine resort con undici camere e suite. Marina cura gli interni, accostando arredi d’epoca a elementi contemporanei di design. Gli spazi per le degustazioni e il wine bar consentono di conoscere le etichette della casa nel territorio in cui vengono prodotte.

Il Castello fa parte di Teritoria, la comunità dell’ospitalità presieduta da Alain Ducasse, e dal 2017 dispone della registrazione ambientale EMAS. Alla proposta ricettiva si affianca La Cascina di Chiara, in località Fonte Giardino, a San Martino sulla Marrucina. Il recupero di un’abitazione rurale ottocentesca ha integrato pannelli fotovoltaici, accumulo energetico e raccolta dell’acqua piovana. Negli interni, cementine, lampade e specchi Seletti introducono un gusto contemporaneo e riferimenti alla cultura pop. Il rapporto con la memoria agricola prosegue nel Museo del Contadino, promosso da Marina a San Martino sulla Marrucina, dove totem touchscreen e strumenti di realtà aumentata raccontano la storia rurale ed enologica dell’Abruzzo.

Le collaborazioni con l’arte contemporanea

È soprattutto al Castello che il vino incontra l’arte attraverso una collaborazione continuativa. Nel 2021, per i quarant’anni della prima vendemmia, nasce il Masciarelli Art Project. Gli artisti invitati trascorrono un periodo nella dimora, lavorano sul luogo e realizzano un’installazione destinata alla collezione, insieme a un’etichetta per un’edizione limitata del Villa Gemma Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva. Il progetto ha coinvolto Job Smeets, Marcantonio, Agostino Iacurci e Francesco Simeti, trasformando il soggiorno in un’occasione per visitare opere concepite in relazione alla tenuta.

Nel 2025 la quinta edizione ha affidato al collettivo Anotherview un lavoro di videoarte: Anotherview N.40 Late Harvest at Masciarelli Vineyards. La ripresa, della durata di 24 ore, documenta la vendemmia delle uve destinate al Villa Gemma da un punto di osservazione fisso, il Pensatoio voluto da Gianni. L’opera ha ispirato anche l’etichetta della limited edition Villa Gemma Riserva 2020, con un QR code che permette di accedere a un frammento del video.

Il Pecorino a sostegno dei progetti sociali

Altre collaborazioni hanno una finalità sociale. Dal 2017 Masciarelli destina parte dei ricavi del Pecorino Castello di Semivicoli a progetti di solidarietà scelti per le diverse annate. Fra le realtà sostenute figurano Progetto Noemi, BambiniSenzaSbarre e, nel 2022, i Refettori di Food for Soul, l’associazione fondata da Massimo Bottura e Lara Gilmore. Nel 2023 il contributo è andato ad ANGSA Abruzzo, Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici.

Gianni’s Selection e le altre produzioni

Il lavoro della famiglia comprende anche Gianni’s Selection, nata da un’intuizione del 2005 e dedicata alla selezione, importazione e distribuzione in Italia di vini europei di alta gamma. Dagli uliveti di proprietà arriva invece l’extravergine biologico Marina Cvetic, un blend che comprende cultivar locali come Dritta di Loreto Aprutino e Gentile di Chieti. La raccolta avviene a mano e la molitura entro quattro ore. La produzione comprende inoltre una grappa in serie limitata e numerata, ottenuta da vinacce fresche di Montepulciano d’Abruzzo.

Iskra e la storia di Gianni e Marina

Nella linea Iskra, proposta a Foodopolis durante la Festa del Cinema, il rapporto fra vicende familiari e ricerca enologica torna esplicito. Il nome significa “scintilla” nelle lingue slave e fu suggerito da Stevo Petrovic, amico di Gianni, con un richiamo all’incontro fra il produttore e Marina. Alla storia partecipa il disegno dell’etichetta, con un’illustrazione e una K dalla grafica riconoscibile, su uno sfondo che riporta la parola scintilla in undici lingue. I due vini provengono ciascuno da una singola vigna: Montepulciano a Controguerra e Malvasia Istriana a Loreto Aprutino. Due origini distinte, da conoscere anche attraverso le scelte di cantina e gli abbinamenti.

Iskra Marina Abruzzo Malvasia DOC

La Malvasia Istriana porta in Abruzzo un ricordo dell’infanzia croata di Marina Cvetic. I filari vengono impiantati nel 2010 nella tenuta di Loreto Aprutino, in provincia di Pescara, e la prima annata di produzione è il 2017. Il vino nasce da Malvasia Istriana in purezza, allevata a Guyot su terreni argilloso-sabbiosi. Una varietà non autoctona che la cantina ha scelto di coltivare in questo territorio per il suo legame con la storia personale di Marina.

La lavorazione prevede selezione manuale dei grappoli, criomacerazione in pressa e vinificazione in un tino troncoconico di rovere francese. Seguono 18 mesi di affinamento sulle fecce e un ulteriore periodo in bottiglia. Nella descrizione della cantina, il colore è giallo paglierino con riflessi verdolini, mentre il bouquet presenta note floreali e richiami idrocarburici. Il sorso mantiene freschezza e sapidità, con un equilibrio fra intensità aromatica e struttura. Gli abbinamenti indicati comprendono pesce crudo, sushi e ostriche, incluse quelle di Normandia. La temperatura di servizio suggerita è fra 10 e 12 °C.

Iskra Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva

Il rosso nasce da una singola vigna a Controguerra, in provincia di Teramo, a circa 200 metri di altitudine. Le uve sono Montepulciano al 100%, allevate a Guyot su suolo argilloso-sabbioso, con esposizione sud-est. La prima annata risale al 2003. La raccolta in cassette precede la vinificazione in acciaio a temperatura controllata, con un prolungato contatto con le bucce. L’affinamento comprende 12 mesi in barrique di rovere francese di primo passaggio, seguiti dal riposo in bottiglia.

La cantina descrive un rosso rubino con riflessi violacei, dai profumi di mora, prugna e mirtillo, accompagnati da richiami speziati. Il profilo è corposo, con una consistenza vellutata e una struttura pensata per evolvere. A tavola trova abbinamenti con arrosti, stracotti e preparazioni ricche o speziate, che ne sostengono l’intensità. La temperatura di servizio indicata è fra 16 e 18 °C.

Please follow and like us:

About Author /

Start typing and press Enter to search