Terra d’Abruzzo, vini tra cielo e mare
Tradizione millenaria e esperienze tutte da vivere. È questo l’Abruzzo, una terra di mare, colline e montagne, ma soprattutto di vino, una terra ferax Cereris multoque feracior uvis, ovvero cara a Cerere, ma ancora più ricca di viti, come descritta da Ovidio, nativo di Sulmona, in Amores. Persino nemici come Annibale sarebbero stati sedotti, almeno nei racconti dello storico Polibio, dai vini del territorio in grado di rimettere in forze i soldati e curare i cavalli dalla scabbia.
Forte di una simile storia, l’Abruzzo rivendica la sua posizione tra le prime regioni enoiche del nostro Paese e le sue denominazioni tutelate: Abruzzo Doc Cococciola, Montepulciano d’Abruzzo Doc, Trebbiano d’Abruzzo Doc, Cerasuolo d’Abruzzo Doc, Villamagna Doc, Ortona Doc, Controguerra Doc oltre ai vini a Indicazione Geografica Tipica e quindi Colline Pescaresi Igt, Colline Teatine Igt, Colline Frentane Igt, Colli del Sangro Igt, Del Vastese o Histonium Igt, Terre di Chieti Igt, Terre Aquilane o Terre de L’Aquila Igt (per maggiori informazioni si rinvia al Consorzio, www.vinidabruzzo.it.

La seconda giovinezza del Montepulciano d’Abruzzo La tradizione vitivinicola abruzzese si identifica con il Montepulciano d’Abruzzo, vitigno autoctono a bacca nera diffuso soprattutto sulle colline nelle province de L’Aquila, Teramo, Chieti e Pescara, che rappresenta la gran parte della produzione della regione. Di colore rosso rubino con aromi che richiamano i frutti rossi, le prugne e le amarene oltre a fragranze floreali e a note speziate, nella versione riserva, il Montepulciano d’Abruzzo, dopo essere stato per anni ritenuto un vino da taglio, sta vivendo una seconda giovinezza anche grazie a figure pionieristiche come quelle di Emidio Pepe che ha iniziato a occuparsi della vigna paterna nel 1960 decidendo di invecchiare Montepulciano e Trebbiano in cantina testandone le potenzialità (www.emidiopepe,com) e di Gianni Masciarelli che con la fondazione nel 1981 di Masciarelli Tenute Agricole ha contribuito a far conoscere e valorizzare i vini del territorio. Oggi Masciarelli Tenute Agricole vanta oltre trecento ettari vitati su quattro province, conta sette linee di prodotto con più di venti etichette e una produzione annua di oltre 2 milioni di bottiglie e un export che raggiunge 60 Paesi. Per conoscere da vicino questa realtà, il Castello di Semivicoli di Casacanditella (www.castellodisemivicoli.it), wine resort di proprietà della famiglia Masciarelli, è rifugio ideale per chi vuole ritagliarsi qualche giorno all’insegna delle degustazioni e dei corsi di cucina personalizzati. La struttura, un seicentesco palazzo baronale trasformato in relais de charme tra i vigneti, è situato a pochi chilometri dal Parco Nazionale della Majella dove avventurarsi per passeggiate nella natura, attività di rafting o kayak sui fiumi o una giornata di relax alla Terme di Caramanico. Vigneti, uliveti, panorami che abbracciano mare e montagna e borghi storici sono raggiungibili in bicicletta.
Tutte le sfumature del bianco sullo Costa dei Trabocchi Non mancano numerosi vini prodotti da vitigni autoctoni a bacca bianca come il Trebbiano d’Abruzzo Doc, le cui prime testimonianze risalgono al tredicesimo secolo, caratterizzato da note fruttate di pesca e albicocca e aromi balsamici; la Caccioccola e il Pecorino, perfetti per la spumantizzazione; la Passerina che vanta aromi che spaziano dalla frutta tropicale agli agrumi con sentori di miele e spezie e il Montonico dalle note fruttate e speziate. Tutti vini, così come l’intenso Cerasuolo d’Abruzzo Doc, ottenuto dalle uve di Montepulciano generalmente vinificate in bianco, ideali per accompagnare la cucina di mare abruzzese, magari gustata a bordo di un trabocco come il Trabocco Sasso della Cajana (marinimare@virgilio.it). Queste antiche macchine da pesca su palafitte che punteggiano la Costa dei Trabocchi un tempo evitavano alle popolazioni contadine le insidie del mare aperto, mentre oggi si aprono accoglienti ai viaggiatori golosi. Una escursione su una bici elettrica lungo la via verde che va da Ortona a San Salvo costeggiando il mare permette di godere di uno scenario unico e di apprezzare ancora di più la sosta enogastronomica sul mare.
L’esperienza delle cantine sociali Spostandosi verso le colline della provincia di Chieti, crocevia tra montagna e mare e cuore della viticoltura di eccellenza, si scoprono infine realtà storiche che hanno contribuito a riscoprire i vitigni autoctoni abruzzesi. Ne è un esempio la Cantina Frentana di Rocca San Giovanni (per maggiori informazioni: www.cantinafrantana.it), cooperativa ormai vicina ai 70 anni di vita con circa 600 soci conferitori. Fondata nel 1958 da un gruppo di viticoltori, guidati dal sindaco Francesco D’Agostino, per affrancare gli agricoltori da un mercato delle uve sbilanciato, da allora è diventata una tra le realtà cooperative più interessanti del Centro-Sud Italia e dal 2022 è certificata Equalitas. I milleduecento ettari di vigneti (di cui una parte a regime biologico) coltivati dai soci conferitori della cantina si estendono sulle colline frentane alle ultime pendici della Majella fino alla Costa dei Trabocchi. Qui il suolo calcareo, l’alternarsi delle brezze di mare e di terra, l’azione mitigante del mare, esaltano la viticoltura di alta qualità del territorio focalizzata quasi esclusivamente sui vitigni autoctoni tanto che Frentana è il maggior produttore di Cococciola. Con la sua Torre Vinaria di 32 metri complessivi ideata nel 1958 dalla ditta Sernagiotto Emilio di Casteggio con un progetto futuristico che sfruttava la movimentazione delle uve per caduta limitando l’uso delle pompe e restaurata nell’estate del 2014, l’orizzonte della Cantina Frentana abbraccia l’intero territorio, dall’Adriatico alle catene montuose. La Sala Esperienziale in cima alla Torre Vinaria è il luogo ideale per avvicinarsi alla viticoltura abruzzese con degustazioni guidate o con gli eventi che ciclicamente sono ospitati attorno al tavolo centrale del locale. Nel negozio invece si possono acquistare i vini della cooperativa suddivisi in otto linee: Frentano, Costa de Mulino; 1960; Torre Vinaria; Biologico; Selezioni; Terre Valse e Spumanti.





