FIVI 2025: Bologna accoglie e celebra il grande racconto del vino indipendente
Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti torna a Bologna e, ancora una volta, conquista pubblico e città. L’edizione 2025 si chiude con oltre 28.000 presenze, un numero che conferma quanto questo appuntamento sia diventato un momento irrinunciabile per appassionati, produttori e operatori del settore.
Mille voci, mille vignaioli, un’unica grande storia
Per tre giorni i padiglioni 29 e 30 di BolognaFiere si sono trasformati in un mosaico di territori, accenti e racconti. Mille vignaioli e vignaiole provenienti da tutta Italia hanno portato con loro più di 8.000 vini: bottiglie che racchiudono paesaggi, famiglie, tradizioni e scelte quotidiane.
Gli stand brulicavano di dialoghi, assaggi, sorrisi. Ogni banchetto era un invito a conoscere il lavoro artigiano che dà vita al vino indipendente. A completare questo quadro, le delegazioni europee di Bulgaria, Repubblica Ceca e Slovenia e gli oli dei produttori FIOI, segno di un mondo agricolo che ama raccontarsi anche oltre confine. Il flusso dei visitatori non si è mai fermato: un’onda costante che ha attraversato i padiglioni dalla mattina alla sera, crescendo fino alla giornata di lunedì, quando sono arrivati numerosi operatori professionali.
Secondo Rita Babini, presidente FIVI, «questi tre giorni sono stati un concentrato di entusiasmo e speranza». Un sentimento condiviso anche da BolognaFiere, che vede nel Mercato un evento ormai intrecciato con l’identità culturale della città. Le masterclass hanno aggiunto un tocco di approfondimento, trasformando alcuni momenti del Mercato in piccole lezioni di viaggio attraverso i vini e i vitigni italiani. Dal Moscato di Canelli alle varietà vulcaniche del Lazio, ogni incontro è stato un’occasione per immergersi in storie e sapori che raramente arrivano sulle grandi ribalte. Molto partecipato anche lo spazio della Regione Emilia-Romagna, dove i prodotti DOP e IGP – dal Parmigiano Reggiano alla Piadina Romagnola, dall’Aceto Balsamico ai salumi piacentini – hanno trovato un dialogo naturale con i vini dei vignaioli FIVI del territorio.












Bologna si accende con il “Fuori Mercato”
Come accade solo per gli eventi più sentiti, il Mercato non è rimasto confinato in fiera. La sera, decine di enoteche, wine bar e ristoranti si sono riempiti dei vignaioli appena usciti dai padiglioni, trasformando la città in un grande salotto diffuso.
Tra degustazioni, serate speciali e la “Notte bianca della ristorazione”, Bologna ha accolto i vignaioli come ospiti d’onore, restituendo calore, convivialità e un entusiasmo contagioso. Tra un calice e l’altro, il Mercato è stato anche un luogo di confronto. Il convegno dedicato alla nuova PAC ha offerto l’occasione per ragionare sul futuro del vino europeo, tra cambiamenti climatici, strategie produttive e nuove sfide.




Non sono mancati i momenti dedicati ai riconoscimenti:
• il Premio “Vignaiolo come noi” è stato assegnato allo scrittore Enrico Brizzi;
• il Premio “Leonildo Pieropan” ha celebrato la carriera di Paolo De Marchi.
Un modo per ricordare quanto il mondo FIVI non sia solo vino, ma cultura, impegno e stile di vita.





