Vitrum, il cristallo diventa cocktail Niccolò Mattei è il nuovo Italicus Bar Artist italiano 2026
Mattei vince l’Art of ITALICUS Aperitivo Challenge Italia 2026 con un drink ispirato alla Val d’Elsa e alla storia dei suoi nonni. Il bartender del White Dog di Poggibonsi conquista la finale nazionale con “Vitrum” e vola a Londra per la sfida globale
Dalle fornaci della Val d’Elsa al bancone di un cocktail bar, passando per il bergamotto calabrese, il mezcal, la verbena e i ricordi di famiglia. Niccolò Mattei, bartender e socio del White Dog di Poggibonsi, ha conquistato il titolo di ITALICUS Bar Artist 2026 con “Vitrum”, un aperitivo che traduce nel bicchiere l’identità di un territorio e l’antica lavorazione del cristallo toscano. A decretarne la vittoria è stata la finale italiana dell’Art of ITALICUS Aperitivo Challenge, disputata il 27 luglio al Cardo Roma, Autograph Collection, hotel di design della Capitale.
Il contest internazionale promosso da ITALICUS Rosolio di Bergamotto è arrivato all’ottava edizione in un anno significativo per il marchio, che il 1° settembre celebra il decimo anniversario dal lancio. La competizione nasce per valorizzare l’aperitivo contemporaneo come forma di espressione artistica. Ogni bartender è chiamato a costruire una ricetta capace di riunire tecnica, gusto, estetica e racconto, prendendo ispirazione da un linguaggio creativo, da un’opera o da una tradizione.
La sfida italiana ha portato a Roma sette professionisti provenienti da Poggibonsi, Venezia, Rieti, Roma, Aversa, Torino e Milano. Al centro della valutazione non c’era la mera complessità tecnica. La giuria cercava un aperitivo equilibrato, riconoscibile e coerente con il tema dell’arte, capace di suscitare emozioni senza perdere la propria funzione primaria: accompagnare l’inizio della serata con freschezza, misura e bevibilità.
Mattei, 21 anni, ha convinto i giudici con una creazione personale, legata alla storia della sua famiglia e alla tradizione manifatturiera di Colle di Val d’Elsa. Il titolo latino “Vitrum”, vetro, racchiude già la chiave del progetto. Il drink nasce dal ricordo dei nonni Bianca Zini e Mauro Bisogni, entrambi impiegati nell’industria locale del cristallo. Prima lavorarono a La Fabbrichina, conosciuta anche come La Piana, poi alla Calp, oggi RCR Cristalleria Italiana, realtà che ha portato il nome della Val d’Elsa sui mercati internazionali.
“Con ‘Vitrum’ ho voluto raccontare una storia italiana che fa parte delle mie radici, per ricordare tutti i grandi artisti del vetro del mio paese, ma soprattutto i miei nonni, Bianca Zini e Mauro Bisogni”, ha spiegato il vincitore. La memoria privata si intreccia così alla storia collettiva di una comunità cresciuta intorno alle fabbriche, alle fornaci e al sapere degli artigiani.

Per Mattei il cristallo rappresenta un linguaggio capace di trasformare pensieri ed emozioni in colori, simboli e forme. “Mi sono ispirato a ciò che il cristallo ha rappresentato e continua a rappresentare per il mio paese e per i suoi abitanti. È un linguaggio universale per esprimere idee, sogni e sentimenti, che ha reso accessibile al mondo un piccolo paese nel cuore delle campagne senesi”.
Questa visione prende forma attraverso una ricetta essenziale nelle quantità, ma articolata nella costruzione aromatica. La base è composta da 40 millilitri di ITALICUS Rosolio di Bergamotto. Le sue note agrumate e floreali danno slancio all’aperitivo e definiscono il legame con la cultura italiana del rosolio. Mattei aggiunge 5 millilitri di Del Maguey Vida Mezcal. La dose contenuta non sovrasta il bergamotto. Introduce un’ombra affumicata che richiama il calore delle fornaci, la cenere e la trasformazione della materia.
Dieci millilitri di verjus portano freschezza e acidità. Ottenuto dal succo di uve non mature, questo ingrediente offre una tensione più morbida rispetto al limone e sostiene la parte agrumata senza renderla aggressiva. Nella narrazione di “Vitrum” diventa anche un omaggio a François Mathis, fondatore nell’Ottocento della prima industria vetraria di Colle di Val d’Elsa e figura decisiva nello sviluppo produttivo della zona.
A completare il drink arrivano 100 millilitri di Cristal Soda, preparata con verbena, rabarbaro, acidi e sale. La verbena regala una fragranza erbacea, citrina e pulita. Il rabarbaro introduce una vena amaricante, mentre gli acidi regolano la freschezza e il sale prolunga la percezione dei sapori. La soda dona effervescenza, alleggerisce il sorso e rende “Vitrum” coerente con il ritmo dell’aperitivo.
Anche la verbena trova posto nel racconto storico. La ricetta la collega a Piazza del Campo, a Siena, dove secondo una tradizione locale la pianta veniva coltivata in passato. Il bicchiere mette così in comunicazione Poggibonsi, Colle di Val d’Elsa e Siena, creando una geografia liquida della Toscana centrale.
La guarnizione è una Cristal Ball, una sfera trasparente che accentua l’effetto visivo e aggiunge una nota nostalgica. Il servizio avviene in un bicchiere ispirato alla collezione “Spazio”, con un profilo che richiama il cristallo nella fase della soffiatura. La forma rimanda alla materia ancora calda e malleabile, prima che il gesto dell’artigiano le assegni un’identità definitiva.
Il risultato è un aperitivo dalle tonalità chiare, attraversato dalle bollicine e costruito su contrasti precisi. Il bergamotto apre il sorso con il suo carattere mediterraneo. Il mezcal affiora in sottofondo, il verjus tende la struttura e la soda conduce verso un finale erbaceo, amaricante e sapido. Ogni ingrediente sostiene il concetto senza trasformare il drink in un esercizio teorico. “Vitrum” conserva immediatezza e facilità di beva, qualità decisive per una ricetta destinata all’aperitivo.
Il cocktail racconta anche l’identità professionale di Mattei. Pur essendo il più giovane tra i protagonisti della finale, il bartender ha mostrato una visione definita e la capacità di usare la memoria come materia creativa. Il suo White Dog si trova a Poggibonsi, nel cuore delle colline toscane, in una zona legata alla produzione vinicola, alla ristorazione e ai flussi turistici diretti verso Siena, San Gimignano e la Val d’Elsa. Qui Mattei lavora come bartender e socio, trasformando il locale in un laboratorio nel quale la miscelazione dialoga con il territorio.
La vittoria italiana apre ora una nuova fase. A settembre Mattei rappresenterà il Paese nella finale globale dell’Art of ITALICUS Aperitivo Challenge, in programma a Londra. L’appuntamento coinciderà con le celebrazioni per i dieci anni del marchio e vedrà la presenza di Giuseppe Gallo, creatore, fondatore e CEO di ITALICUS.
“Aver conquistato questo titolo prestigioso nella mia Italia rappresenta l’inizio del mio percorso internazionale”, ha dichiarato Mattei. “Sono grato a ITALICUS, che mi aiuterà a crescere sul piano professionale e personale”. Londra gli offrirà un confronto con bartender provenienti da mercati e culture diverse, un passaggio rilevante per misurare la forza della sua ricetta fuori dal contesto italiano.

Dietro “Vitrum”, sul podio, si sono classificate altre due creazioni capaci di interpretare il rapporto tra arte e aperitivo attraverso codici differenti. Valentina Mircea, bar manager dello Skyline Rooftop Bar dell’Hilton Molino Stucky Venice, ha ottenuto il secondo posto con “Ombra di 1797”. Andrea Ciani del Depero Club di Rieti ha conquistato la terza posizione con “Italipop”.
Mircea ha scelto di ripercorrere una pagina della storia veneziana e le trasformazioni che hanno condotto alla nascita dello spritz moderno. Il nome “Ombra di 1797” richiama l’abitudine veneta di bere un bicchiere di vino, l’“ombra”, e un anno cruciale per la Serenissima, segnato dalla caduta della Repubblica di Venezia. Il drink intreccia il Veneto con la Romania, Paese natale della bartender, componendo un racconto fatto di appartenenze, spostamenti e nuove identità.
L’ispirazione artistica arriva dal musicista tedesco Nils Frahm e dal brano “Says”. Nella traccia, la costruzione sonora cresce per stratificazioni e ripetizioni, lontano dalle strutture rigide della musica classica. Mircea ha trasferito questa idea nel cocktail, trattando gli ingredienti come elementi di una composizione astratta e minimalista. Ha inoltre dipinto a mano una serie di tele, ciascuna collegata a un passaggio della ricetta, ampliando il progetto oltre il bicchiere.
“Ombra di 1797” unisce 50 millilitri di ITALICUS Rosolio di Bergamotto e 50 millilitri di Pieropan Soave Classico DOC. La proporzione paritaria crea un ponte tra il rosolio e il vino bianco veneto. Il Soave, con la sua acidità, la componente minerale e i richiami floreali, sostiene il profilo del bergamotto. Venti millilitri di beer cordial aggiungono note maltate e un richiamo alla cultura brassicola, mentre 40 millilitri di Perrier completano il cocktail con effervescenza e leggerezza.
La ricetta reinterpreta lo spritz evitando la replica del modello più diffuso. Conserva vino, bollicine e gradazione contenuta, ma amplia la trama attraverso il cordial alla birra e il profilo aromatico di ITALICUS. Il risultato è un aperitivo legato a Venezia, osservata dalla prospettiva internazionale di una professionista che dirige il bar panoramico di uno degli hotel più riconoscibili della città.
Lo Skyline Rooftop Bar occupa la sommità dell’Hilton Molino Stucky, sull’isola della Giudecca. Dal rooftop lo sguardo attraversa il canale e incontra il profilo della città lagunare. In tale contesto “Ombra di 1797” trova una collocazione naturale. Il drink riporta la storia di Venezia dentro una proposta contemporanea da hotel bar, pensata per un pubblico internazionale.
Con “Italipop”, Andrea Ciani ha scelto la cultura pop e il Surrealismo. Il cocktail prende spunto dal rapporto tra Salvador Dalí e Chupa Chups, marchio nato in Catalogna nel 1958 da un’intuizione di Enric Bernat. L’imprenditore inserì una caramella rotonda su un bastoncino, creando un prodotto facile da mangiare e riconoscibile. Nel 1969 affidò a Dalí il compito di ripensarne l’identità grafica.
Secondo il racconto tramandato dall’azienda, l’artista elaborò il concept durante un pranzo con Bernat. Racchiuse il nome Chupa Chups dentro una margherita stilizzata, usando il rosso e il giallo della bandiera spagnola. Decisiva fu la collocazione del logo sulla parte superiore dell’incarto. La superficie piatta consentiva di mostrarlo senza deformazioni e di renderlo visibile negli espositori da ogni angolazione.
Ciani ha individuato un collegamento con la bottiglia di ITALICUS, riconoscibile dal tappo e dall’uomo vitruviano inserito nel progetto grafico. “Italipop” traduce tale parallelismo in una ricetta diretta e giocosa: 40 millilitri di ITALICUS e 100 millilitri di Lollipop Soda. La guarnizione combina una gelée artigianale alla panna e fragola con un Chupa Chups.
Il gusto riporta all’infanzia attraverso la fragola, la componente cremosa e l’universo della caramella, ma la struttura resta quella di un aperitivo. ITALICUS introduce la parte agrumata e floreale. La soda allunga il sorso e la guarnizione crea un’interazione tra bevanda e piccolo boccone. Ciani trasforma così un’icona commerciale in un oggetto da cocktail bar, con una presentazione ironica che cita l’arte applicata al packaging.
I tre drink sul podio mostrano altrettante direzioni della miscelazione italiana. “Vitrum” lavora sulla memoria familiare e sull’artigianato. “Ombra di 1797” incrocia storia, musica e identità culturale. “Italipop” parte dalla grafica e dalla cultura di massa. A unirli è ITALICUS, utilizzato come elemento aromatico e narrativo, mai come semplice firma di marca.
Alla finale romana hanno partecipato anche Valerio Testasecca del Drink Kong di Roma con “Apuleyo”, Erika Gabriella Trotta del Radici di Aversa con “Luce Ribelle”, Kshan Cresta dell’Hilton Turin Centre con “Vespro” e Matteo Garibaldi dell’Ally’s Bar di Milano con “Centrotavola”. Sette interpretazioni nate in locali diversi per stile, pubblico e collocazione, dal cocktail bar indipendente all’hotel internazionale.
La giuria era composta da Roberta Mariani, Global On Trade Director di ItalSpirits, Andrea Arcaini, Head of Mixology di Rita & Cocktails e Rita’s Tiki Room, e Matteo Accitelli, giornalista e consulente digitale, fondatore di IgersRoma e GnamRoma. Palmira Bertuca, Advocacy Manager di ItalSpirits, ha condotto la competizione, accompagnando le presentazioni e i racconti dei finalisti.
La scelta del Cardo Roma, Autograph Collection ha inserito la finale in un ambiente coerente con il tema. L’hotel, situato nel quartiere Eur, interpreta l’ospitalità urbana attraverso architettura, design e riferimenti alla cultura italiana. In questo scenario i bartender hanno presentato ricette nate per raccontare “l’arte di vivere e del fare italiano”, mettendo insieme prodotti, tecniche, estetica e performance.
“Art of ITALICUS Aperitivo Challenge è un programma che ogni anno fa scoprire i talenti emergenti della nostra industry”, ha commentato Giuseppe Gallo. “Il concorso è una piattaforma creativa attraverso la quale i bartender hanno l’opportunità di esprimere la propria sensibilità artistica e la propria immaginazione senza barriere”.
Per il fondatore, l’edizione 2026 ha evidenziato il livello raggiunto dalle nuove generazioni. “Abbiamo avuto l’onore di vivere una competizione con bartender giovani e di alto livello per tecnica e stile. Siamo felici di vedere tanti talenti partecipare con l’obiettivo di migliorarsi e crescere professionalmente”.
Gallo conosce il settore da una prospettiva che riunisce bancone, formazione e impresa. Mixologist riconosciuto a livello internazionale, ha dedicato parte del proprio lavoro alla riscoperta del rosolio, categoria centrale nella tradizione italiana e rimasta per anni ai margini della miscelazione contemporanea. Da questo percorso è nato ITALICUS, sviluppato attraverso ItalSpirits e oggi inserito in una nuova fase dopo la partnership con Pernod Ricard.
Lanciato il 1° settembre 2016, ITALICUS Rosolio di Bergamotto nasce con l’obiettivo di riportare il rosolio al centro dell’aperitivo. La categoria affonda le radici nelle consuetudini italiane del bere e deve il nome alla “ros solis”, la rugiada del sole. Per secoli famiglie e produttori hanno elaborato ricette attraverso l’infusione di fiori, erbe, agrumi e spezie. Il servizio segnava momenti di incontro e ospitalità.
Nella formula di ITALICUS il bergamotto calabrese occupa una posizione centrale. Il suo profilo aromatico combina freschezza, amarezza, note floreali e una componente agrumata distinta dal limone o dall’arancia. La ricetta impiega ingredienti italiani e costruisce un gusto adatto alla miscelazione, con una dolcezza controllata e una struttura che dialoga con vini spumanti, distillati bianchi, vermouth e soda.
Anche la bottiglia contribuisce all’identità del prodotto. Il progetto firmato da Stranger & Stranger utilizza una superficie sfaccettata e colori acquatici, con richiami al paesaggio mediterraneo, all’architettura e alle arti decorative italiane. Il tappo riprende l’uomo vitruviano, mentre il vetro trasforma il packaging in un oggetto riconoscibile sul banco bar.
Tra i servizi più diffusi figura l’ITALICUS Spritz, preparato con rosolio e Prosecco o Champagne. Le bollicine distendono la componente agrumata e floreale, dando vita a un aperitivo fresco e lineare. Nel Negroni Bianco, invece, ITALICUS incontra London Dry Gin e vermouth dry. Il gin aggiunge la parte botanica, il vermouth struttura il sorso e il bergamotto imprime una firma mediterranea.
L’ITALICUS Cup punta su una preparazione accessibile anche a casa. L’abbinamento con soda al pompelmo rosa crea un drink lungo, agrumato e lievemente amaricante, adatto al servizio estivo. Ghiaccio abbondante, un calice capiente e una guarnizione agrumata completano una ricetta costruita sulla semplicità.
Nel corso del decennio il marchio ha raccolto diversi riconoscimenti internazionali. Nel 2017 è stato nominato Best New Spirit ai Tales of the Cocktail Spirited Awards. Ha ottenuto premi per prodotto, qualità e packaging in concorsi come San Francisco World Spirits Competition, International Wine & Spirit Competition, Pentawards, FIBAR e Mixology Awards. Nel 2022 la Guida Spirito Autoctono gli ha assegnato l’Ampolla d’Oro. Drinks International lo ha inserito per più anni tra i liquori di tendenza.
L’Art of ITALICUS Aperitivo Challenge, avviato nel 2018, estende la filosofia del marchio al lavoro dei bartender. Il regolamento invita i partecipanti a innovare la tradizione dell’aperitivo e a esprimere in forma liquida la propria idea di arte. Aromi, profumi, colore, bicchiere, guarnizione e racconto entrano nello stesso progetto.
La prima edizione globale fu vinta dallo svedese Johan Evers con “Bergamia”, ricetta basata sull’unione armonica degli ingredienti. Nel 2019 la spagnola Celia Bugallo, allora bartender del Kwãnt di Londra, conquistò il titolo con “The Three of Us”, ispirato al flamenco. Nel 2020 il contest assunse una formula digitale “Glo Cal”, creata per mantenere in contatto le comunità locali attraverso i canali internazionali del brand.
Nel 2022 il titolo andò a Nathalie Wenko di Vienna. Nel 2023 vinse Fabrizio Candino della Sartoria Cocktail Bar di Palermo, seguito nel 2024 da Esmeralda Castrogiovanni del Sips di Barcellona. Valerio Izzo dello Shub di Sorrento si impose nella finale italiana del 2025. La vittoria di Mattei prosegue ora questa storia e porta sul palcoscenico globale una Toscana osservata attraverso il cristallo, la memoria operaia e la sensibilità di un bartender di 21 anni.
Accanto alla competizione dedicata alla miscelazione, nel 2020 il marchio ha lanciato Art of ITALICUS Creative Talent con Moniker Art Fair. Il progetto sostiene artisti emergenti invitandoli a realizzare opere legate alla storia del rosolio e dell’aperitivo italiano. La relazione tra arte visiva e cocktail diventa così un elemento strutturale dell’identità del brand.
La partnership con Pernod Ricard apre nuove prospettive distributive e internazionali. Il gruppo francese, nato nel 1975 dalla fusione di Ricard e Pernod, riunisce un portafoglio che comprende Absolut Vodka, Ballantine’s, Chivas Regal, Royal Salute, The Glenlivet, Jameson, Martell, Havana Club, Beefeater, Malibu, Mumm e Perrier Jouët. Pernod Ricard Italia deriva dall’evoluzione delle Distillerie Fratelli Ramazzotti, fondate nel 1815 ed entrate nel gruppo nel 1985.
In questa cornice industriale, ITALICUS conserva un’identità legata alla visione di Gallo e alla cultura dell’aperitivo italiano. Il Challenge svolge una funzione precisa: intercetta nuovi talenti, favorisce il confronto professionale e crea ricette destinate a raccontare il prodotto attraverso sensibilità differenti.
La finale del 2026 ha mostrato come il linguaggio beverage stia cambiando. I giovani bartender cercano ingredienti dotati di una storia, recuperano tecniche artigianali, costruiscono soda e cordial su misura e progettano il servizio come parte integrante della ricetta. Il racconto acquista valore quando trova riscontro nel gusto, nelle proporzioni e nella bevibilità.
“Vitrum” sintetizza questa evoluzione. Parte da un rosolio contemporaneo, introduce l’affumicatura del mezcal, sceglie l’acidità gentile del verjus e affida a una soda artigianale la freschezza finale. Il bicchiere, la sfera e il richiamo alla fornace completano la narrazione. Al centro resta il gesto di un nipote che porta sul bancone la storia dei nonni e la trasforma in un aperitivo destinato a viaggiare da Poggibonsi a Londra.





