Da Red Flag a Delulu, gli undici cocktail Gen Z del Mama Shelter Roma

«Come ti senti oggi?» è la domanda con cui il bar supervisor Walter Pili accoglie chi ordina al bar. Tra un Negroni al Gorgonzola e un aperitivo al vino di pera con perle di bitter, anche chi sceglie di bere analcolico ha tre modi per rispondere.

«Andare a toccare un Negroni è proprio da bandiera rossa», dice Walter Pili. Al Mama Shelter Roma, dove è bar supervisor, ha scelto proprio quel segnale d’allarme, Red Flag, per dare un nome alla sua versione del classico italiano. Nel bicchiere si ritrovano il gin Bickens, il Campari e il vermouth Del Professore. A questi la squadra aggiunge un liquore al mirto aromatizzato con Gorgonzola e mirtillo. La vena sapida dell’erborinato si avverte accanto all’amaro del Campari, mentre il frutto lega il mirto al vermouth.

Le parole che Pili ascolta al bar

L’idea viene dalle conversazioni con gli ospiti dell’albergo, in via Luigi Rizzo 20, vicino al Vaticano. Al Giardino d’Inverno ci si accomoda su poltrone di vimini sotto lampade a forma di foglia. Nella pizzeria il bancone è un’isola, con spazio per sedersi tutt’intorno, e dal rooftop si vede la cupola di San Pietro. Il bar è aperto anche a chi vive a Roma. È qui, tra accenti e generazioni diverse, che Pili ha cominciato a far caso a certe parole. 

Delulu, Ghoster, Red Flag. Pili racconta di aver seguito la diffusione online di queste espressioni, soprattutto all’estero. A incuriosirlo è stato poi sentirle usare con naturalezza dai clienti più adulti per descrivere una relazione o il comportamento di una persona. Con la sua squadra ne ha scelte undici e per ciascuna ha cercato un corrispettivo nel gusto. La domanda che dà il titolo alla carta, «Come ti senti oggi?», ora è la prima che il personale rivolge a chi ordina.

Drama Queen e Main Character si contendono la scena

La Drama Queen ha un certo gusto per il teatro, e la sua ricetta concede spazio a un abbinamento insolito. Alla tequila Seis Escaladores, Pili accosta il Noccioletto, un liquore alla nocciola che ammorbidisce l’agave. Lo shrub alla rosa canina e mirtillo introduce una nota agrodolce, la soda al pompelmo porta bollicine e una nota agrumata. 

Main Character è chi si sente protagonista. Qui la parte principale spetta all’Oyster Gin e al suo gusto marino. Ad accompagnarlo c’è una soda all’ananas, banana e frutto della passione. La banana arrotonda la componente fruttata, ma sul finale si riconosce la sapidità del gin.

Chi teme di perdersi la serata ha il suo FOMO, acronimo di fear of missing out. Qui si gioca sulla consistenza. Mango e vino alla pera danno una base dolce. Aperol, Campari e Cynar entrano nel bicchiere in forma di caviale molecolare, piccole sfere che si rompono in bocca liberando l’amaro.

La vita sentimentale in tre cocktail

Situationship è la parola per una relazione che nessuno dei due ha ancora definito. In carta mette insieme due distillati che di solito si frequentano poco, la grappa bianca e la tequila Espolòn. Il frutto della passione e il Sarti Rosa accentuano il lato fruttato, il limone dà acidità e il Prosecco completa la miscela con le bollicine.

Il Ghoster, invece, è chi smette di rispondere e sparisce. Pili gli dedica un cocktail che prende in prestito dalla cucina il tocco finale. Alla vodka SKYY e al mezcal, che porta una nota di fumo, unisce limone e sciroppo al cetriolo. In superficie aggiunge un’aria di pomodoro condito e rosmarino. È la parte più leggera del bicchiere e quella che lascia sul palato il ricordo più sapido.

Per chi si concede volentieri qualche illusione c’è Delulu. Due rum, il bianco Kingston e l’Appleton invecchiato otto anni, incontrano l’Adriatico Bianco, amaretto ricavato dalle mandorle pugliesi Filippo Cea. Limone e pompelmo alleggeriscono la morbidezza della mandorla, la mela addolcisce gli agrumi. Restano lo zenzero, appena pungente, e il profumo caldo della cannella. 

Toxic e Unbothered, due modi di bere la cola

Toxic porta al banco il fascino di una relazione complicata. Parte da un whiskey e cola, sceglie la Pepsi e introduce il Select per la sua nota dolceamara. A cambiare il gusto familiare della cola è un cordial che riunisce la dolcezza del cocco, il gusto vegetale del peperone e il calore del peperoncino. Gli stessi sapori ritornano in Unbothered, il drink di chi si lascia scivolare addosso i drammi. Qui la base è Leta, aperitivo analcolico al mandarino amaro con olio d’oliva ed erbe. Con la Pepsi e il cordial conserva il gioco tra dolce e piccante anche senza whiskey.

Tre risposte per chi beve analcolico

Pili ha tenuto conto dell’interesse per i drink a bassa gradazione e per la miscelazione senza alcol. Accanto a Unbothered, la carta propone People Pleaser, dedicato a chi fatica a dire di no. Torna la soda tropicale del Main Character, con ananas, banana e frutto della passione, questa volta sulle botaniche del Tanqueray 0.0. Hopeless Romantic, dedicato a chi crede nel colpo di fulmine, ha il colore del melograno. La dolcezza dello sciroppo trova un contrappunto nel profumo agrumato del lemongrass e nell’amaro della tonica mediterranea.

Gli otto signature alcolici costano 15 euro, i tre analcolici 13. Del resto, per Pili la scelta vale per una sera. C’è chi, come dice lui, «oggi è un po’ più Delulu, domani sarà un Main Character, un altro giorno un Ghoster».

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